COWT 12. WEEK 4
M3: 300
5 Maggio. Per te.
Il biglietto arrivato con le diciannove rosse rosse non dice altro. Una data, una semplice dedicata e nessuna firma. Non serve. Atsushi sa da chi viene quel regalo di compleanno, ma questo non basta a farlo tornare coi piedi per terra. Sa di avere le guance rosse e di star mostrando ai suoi colleghi uno spettacolo a dir poco ridicolo, ma non può fare a meno di rileggere quel numero e quelle tre parole. Sono scritti elegantemente, nessuno sospetterebbe che il mittente ha passato la maggior parte della sua vita per le strade dei bassifondi.
“Ho imparato a leggere e scrivere da solo.” Atsushi ricorda la notte in cui Ryuunosuke glielo ha confidato. “Leggere e scrivere, se hai queste abilità puoi fingere di sentirti libero, almeno per un po’.”
Atsushi lo sa, perché anche lui ha trovato rifugio nei libri molte volte, nei giorni bui dell’orfanotrofio.
Quel biglietto scritto a mano ha lo stesso valore, quasi più delle diciannove rose al centro del tavolo. Una per ogni anno vissuto in quel mondo.
Atsushi non pone attenzione al caos che quel regalo ha causato intorno a lui. Tanizaki e Kenji esprimono la loro curiosità riguardo al mittente. Yosano è felice di scoprire che il romanticismo non è ancora morto. Ranpo sa già l’identità del mittente, ma afferma che non la rivelerà a nessuno. Il Presidente resta in silenzio, mentre Kunikida si lamenta di come la loro riunione sia stata interrotta per un motivo futile.
“Non è un motivo futile affatto,” interviene Dazai. “È il regalo di un innamorato per il compleanno del nostro caro Atsushi, ma Kunikida queste cose non le capirà mai.”
“E non poteva mandarle durante l’orario della pausa pranzo?”
Dazai sospira. “Kunikida è così noioso. Prendi spunto, invece, visto mai che qualcuno ti sposi per davvero.”
M3: 300
5 Maggio. Per te.
Il biglietto arrivato con le diciannove rosse rosse non dice altro. Una data, una semplice dedicata e nessuna firma. Non serve. Atsushi sa da chi viene quel regalo di compleanno, ma questo non basta a farlo tornare coi piedi per terra. Sa di avere le guance rosse e di star mostrando ai suoi colleghi uno spettacolo a dir poco ridicolo, ma non può fare a meno di rileggere quel numero e quelle tre parole. Sono scritti elegantemente, nessuno sospetterebbe che il mittente ha passato la maggior parte della sua vita per le strade dei bassifondi.
“Ho imparato a leggere e scrivere da solo.” Atsushi ricorda la notte in cui Ryuunosuke glielo ha confidato. “Leggere e scrivere, se hai queste abilità puoi fingere di sentirti libero, almeno per un po’.”
Atsushi lo sa, perché anche lui ha trovato rifugio nei libri molte volte, nei giorni bui dell’orfanotrofio.
Quel biglietto scritto a mano ha lo stesso valore, quasi più delle diciannove rose al centro del tavolo. Una per ogni anno vissuto in quel mondo.
Atsushi non pone attenzione al caos che quel regalo ha causato intorno a lui. Tanizaki e Kenji esprimono la loro curiosità riguardo al mittente. Yosano è felice di scoprire che il romanticismo non è ancora morto. Ranpo sa già l’identità del mittente, ma afferma che non la rivelerà a nessuno. Il Presidente resta in silenzio, mentre Kunikida si lamenta di come la loro riunione sia stata interrotta per un motivo futile.
“Non è un motivo futile affatto,” interviene Dazai. “È il regalo di un innamorato per il compleanno del nostro caro Atsushi, ma Kunikida queste cose non le capirà mai.”
“E non poteva mandarle durante l’orario della pausa pranzo?”
Dazai sospira. “Kunikida è così noioso. Prendi spunto, invece, visto mai che qualcuno ti sposi per davvero.”